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"La Crisi non Sfiora la Spesa degli Italiani!"

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Nonostante la crisi soltanto due italiani su dieci prevedono di ridurre la spesa per l'acquisto degli alimentari. Semmai in tanti effettueranno una sorta di riorganizzazione nelle scelte. E` quanto afferma Gian Domenico Auricchio, presidente di Federalimentare, in occasione dell`assemblea annuale del settore in corso a Parma, citando l`indagine "La spesa in tempo di crisi", realizzata dal Centro Studi della Federazione italiana dell`industria alimentare. Il classico piatto di pasta torna prepotentemente in auge, anche se non mancano le persone che, pur di non rinunciare ai comodissimi pasti pronti, a dare un taglio alle altre voci del budget familiare. La spesa degli italiani, insomma, non sembra affatto temere la crisi economica. I consumatori, stando a quanto rilevato da Auricchio, stanno inoltre rafforzando la propria fiducia nei confronti dei prodotti di marca che, a fine 2008, hanno registrato in una fase caratterizzata dal segno meno un importante +7%. Le garanzie offerte dalle marche dei prodotti alimentari rassicurano circa il 70% dei consumatori".Rilanciare il made in Italy dev`essere una prioritÓ - Per mantenere questo trend positivo il presidente di Federalimentare chiede ora una maggiore tutela per il made in Italy e risorse che permettano alle aziende di espandersi, conquistando magari nuovi e pi¨ promettenti mercati internazionali. "Ben vengano - ha spiegato - le norme atte a favorire la competitivitÓ, la crescita, l`accesso delle imprese ai mercati esteri e i processi di internazionalizzazione, in collaborazione con l`ICE, la Sace, Buonitalia e la Simest" ma particolare attenzione la meritano anche le misure di semplificazione e armonizzazione normativa, il credito d`imposta e la deducibilitÓ delle spese sostenute e degli interessi passivi.La crisi si evita sostenendo i prodotti di qualitÓ - Per quanto riguarda infine la grande distribuzione, che soffre la crisi in misura inferiore rispetto ai piccoli negozi, occorre ristabilire gli equilibri all`interno della filiera alimentare. Filiera che nell`ultimo decennio, sottolinea ancora Auricchio, "ha visto lo spostamento di ben 10 punti nella catena del valore, a favore della distribuzione e dei trasporti e dei servizi". PrioritÓ dell`industria alimentare resta la sicurezza "con 60.000 addetti dedicati, investimenti per oltre il 2% del fatturato, e 1 miliardo di analisi di autocontrollo ogni anno - ha commentato il presidente di Federalimentare - in media 400 al giorno delle nostre aziende alimentari". Un autocontrollo aziendale che si affianca ai controlli pubblici ufficiali, che si traducono in circa 700 mila ispezioni e analisi ad opera delle numerose amministrazioni e autoritÓ territoriali coinvolte. Auricchio ha infine auspicato norme sulle tariffe dei controlli ufficiali meno gravose per gli operatori economici e pi¨ coerenti con le attivitÓ di controllo effettivamente svolte.
Ci˛ potrebbe portare ad un aumento nonostante tutto della richiesta di mutui e prestiti.
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Fonte: Tiscali









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